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Floriano Tomio
Chi sei e qual è il tuo ruolo all’interno di Arte Sella?Sono Floriano Tomio e mi occupo della gestione e della manutenzione del verde nei due parchi di Arte Sella, Villa Strobele e Malga Costa.Seguo inoltre la logistica legata alla produzione delle opere e supporto gli artisti durante tutte le fasi della loro realizzazione: dalla preparazione degli spazi alla costruzione, fino all’assemblaggio e alla messa in opera delle installazioni. Il mio è quindi un lavoro molto pratico, che comprende tutte le attività necessarie alla cura e al corretto funzionamento del parco.Come sei arrivato ad Arte Sella e che cosa ti ha portato a scegliere di lavorare qui?Sono arrivato ad Arte Sella in modo piuttosto casuale. Mi trovavo in un periodo di distacco dal mio precedente lavoro e, parlando con alcuni conoscenti, ho saputo che cercavano una persona che si occupasse della manutenzione del verde e, più in generale, dei diversi lavori necessari all’interno del parco.Da quell’occasione è iniziato il mio percorso ad Arte Sella, che nel tempo è diventato molto più di un semplice lavoro.Qual è il ritmo delle tue giornate ad Arte Sella? Come cambia nel corso delle stagioni?Il mio lavoro è strettamente legato ai ritmi e ai cicli della natura. Le attività cambiano continuamente a seconda del periodo dell’anno: in primavera ci si occupa soprattutto della pulizia e della preparazione degli spazi, in estate del taglio dell’erba, in autunno della raccolta delle foglie e in inverno dello sgombero della neve.Le giornate sono influenzate anche dal calendario delle nuove installazioni, che vengono realizzate soprattutto tra la primavera e l’estate. Quando arrivano gli artisti, il lavoro quotidiano si intreccia con le necessità legate alla costruzione delle opere.Ogni mattina inizia comunque con un giro di controllo, per verificare le condizioni del parco e individuare eventuali problemi da risolvere prima dell’arrivo dei visitatori.C’è un momento della giornata o dell’anno in cui ti senti particolarmente in sintonia con questo luogo?Apprezzo particolarmente il mattino presto e la sera, quando il parco è vuoto, tutto diventa silenzioso e si sentono soltanto i rumori della natura.Mi affascinano anche i cambi di stagione, perché modificano continuamente il paesaggio, i colori e la luce. Ogni periodo dell’anno restituisce un’immagine diversa di Arte Sella. La fine dell’estate e l’inverno sono forse i momenti che preferisco, soprattutto quando la neve rende l’ambiente ancora più silenzioso e ovattato.
Che rapporto hai costruito con Arte Sella vivendola ogni giorno? C’è un luogo, un percorso o un’opera a cui ti senti particolarmente legato?Mi sento legato ad Arte Sella nella sua interezza. Per me rappresenta una seconda casa, perché è il luogo in cui trascorro gran parte delle mie giornate ed è diventato parte del mio vivere quotidiano.Prendermi cura del parco e delle opere significa sviluppare un legame con tutto ciò che lo compone. Per questo non ho un luogo o un’opera che considero più importante degli altri: percepisco Arte Sella come un insieme unico, del quale ogni elemento fa parte.In che modo ti muovi e osservi Arte Sella durante il tuo lavoro? Quali dettagli riesci a cogliere che spesso sfuggono a chi la visita soltanto per qualche ora?Durante il lavoro osservo sempre Arte Sella con uno sguardo critico, quasi aspettandomi che ci sia qualcosa da sistemare o un nuovo problema da risolvere.Il mio sguardo è inevitabilmente diverso da quello di un visitatore. Presto attenzione alle condizioni del verde, delle opere e dei percorsi, cercando di individuare tutto ciò che potrebbe richiedere un intervento o rappresentare un rischio.Non si tratta di uno sguardo critico nei confronti del luogo, ma del mio stesso lavoro: cerco sempre di capire che cosa posso fare perché il parco sia ordinato, curato e sicuro per chi lo visita.Che cosa significa lavorare in un luogo in cui arte, paesaggio e condizioni naturali sono in continua trasformazione?Lavorare nella natura è complesso, perché significa confrontarsi ogni giorno con elementi che non possono essere controllati. Gli agenti atmosferici, le stagioni e le condizioni ambientali influenzano continuamente il paesaggio, le piante e le opere.In quindici anni di lavoro ad Arte Sella ho visto nevicate molto intense, tempeste, attacchi di insetti e molti altri fenomeni naturali capaci di trasformare profondamente il parco.Questa imprevedibilità comporta difficoltà e richiede una grande capacità di adattamento, ma è anche uno degli aspetti più affascinanti della natura. Nessun giorno è davvero uguale a quello precedente e non si può mai sapere fino in fondo che cosa accadrà.Ci sono opere che ti è dispiaciuto perdere?C’è un’opera che mi è dispiaciuto particolarmente perdere: Il Nodo.Era una grande struttura in legno che, purtroppo, era stata realizzata con un sistema non particolarmente adatto a rimanere a lungo all’esterno e ha quindi avuto una vita piuttosto breve.Era un’opera immediata e monumentale, capace di trasmettere qualcosa a chiunque visitasse il parco. Secondo me rappresentava molto bene lo spirito di Arte Sella ed ero particolarmente affezionato a essa.
Quali sono le principali sfide nel prendersi cura di un luogo come Arte Sella, dove anche il cambiamento, il deterioramento e il passare del tempo fanno parte delle opere?Le sfide principali sono legate al cambiamento climatico e alla durata limitata delle opere.Negli ultimi anni le condizioni ambientali sono diventate meno prevedibili e gli eventi estremi, così come gli attacchi degli insetti alle piante, sono sempre più frequenti. Una delle sfide future sarà quindi riuscire a mantenere vivo e in equilibrio il patrimonio vegetale del bosco e del parco. Allo stesso tempo, molte opere sono destinate a trasformarsi e a deteriorarsi per effetto degli agenti atmosferici. Il cambiamento fa parte della loro natura, ma dobbiamo comunque monitorarle, prendercene cura e capire quando è possibile conservarle e quando, invece, è arrivato il momento di lasciarle andare.C’è un gesto quotidiano, magari poco visibile ai visitatori, che secondo te racconta particolarmente bene che cosa significa prendersi cura di Arte Sella?Il gesto che rappresenta meglio la cura di Arte Sella è il giro di controllo del mattino.Prima dell’arrivo dei visitatori verifico che il parco sia pulito e in ordine e che non ci siano rami caduti, buche o altre situazioni create durante la notte dagli animali o dalle condizioni atmosferiche.È un’attività semplice e poco visibile, ma molto importante, perché permette di intervenire rapidamente e di accogliere le persone in un luogo curato e sicuro.
Dopo averla vissuta ogni giorno, che cosa continua ancora a sorprenderti di Arte Sella?Continua a sorprendermi il fatto che le giornate non siano mai tutte uguali.I cambiamenti sono spesso legati a problemi da risolvere, alle condizioni della natura o alle necessità degli artisti. Ogni giorno porta quindi una situazione diversa e richiede di trovare nuove soluzioni.Quando vengono realizzate le installazioni, capita inoltre di dover costruire elementi particolari e affrontare lavorazioni mai sperimentate prima. È proprio questa assenza di monotonia a mantenermi curioso e a darmi l’energia per continuare a svolgere il mio lavoro.Montura e Arte Sella collaborano da quasi vent’anni. Che cosa pensi abbia reso questo rapporto così duraturo e quali valori senti che accomunano le due realtà?Credo che Arte Sella e Montura siano accomunate prima di tutto da un rapporto profondo con l’ambiente esterno e con il mondo outdoor.Noi viviamo e lavoriamo nella natura ogni giorno, durante tutte le stagioni e in condizioni molto diverse. Anche Montura nasce da un modo concreto e consapevole di vivere la montagna, il bosco e gli spazi aperti.Nel tempo, la collaborazione si è consolidata anche attraverso le persone che hanno frequentato Arte Sella, osservato il nostro lavoro e conosciuto direttamente gli artisti e il processo di realizzazione delle opere. Questa vicinanza e questa comune attenzione verso la natura credo abbiano reso il rapporto autentico e gli abbiano permesso di durare così a lungo.
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