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142 Secondi
Il battito della terra

Dieci anni dopo il terremoto del Centro Italia, le montagne parlano nel silenzio di chi è rimasto.

142 secondi - Il battito della terra

Un film di Simone Alessandrini
Regia Alessandro Beltrame
Fotografia Alessia Valenti
Sceneggiatura Roberta Orsenigo
Montaggio AGB Production


C’è un silenzio che parla più forte di ogni parola. È quello delle montagne dell’Appennino centrale, dieci anni dopo il terremoto.
Tra le macerie dei borghi e i primi presidi che tornano a vivere prende forma un racconto corale che non segue una distanza, ma un tempo sospeso: quello tra ciò che non c’è più e ciò che forse potrà tornare. Volti, paesaggi e gesti quotidiani restituiscono l’immagine di una montagna ferita che continua a resistere.

Il documentario attraversa solitudine e dolore, ma anche ostinazione e speranza. Perché la ricostruzione non riguarda soltanto i muri: riguarda la possibilità di restare. Una montagna continua a esistere finché qualcuno sceglie di attraversarla, abitarla, tutelarla.

La mostra fotografica

Dal 25 aprile al 3 maggio 2026, in Piazza Cesare Battisti a Trento, in concomitanza con il Trento Film Festival, sarà allestita la mostra fotografica 142 secondi – il battito della terra.

La mostra raccoglie una selezione di fotografie dedicate ai territori dell’Appennino centrale colpiti dal terremoto del 2016, immagini protagoniste anche del docufilm 142 secondi – il battito della terra.

Gli scatti attraversano le diverse fasi successive alle scosse: il lavoro dei soccorsi, il tempo sospeso dei paesi svuotati, i segni della trasformazione e i primi percorsi di ripopolamento delle montagne.

Non si tratta soltanto di una documentazione visiva dell’evento, ma di un racconto profondo di una forza improvvisa e irrefrenabile che ha segnato in modo indelebile il paesaggio. A dieci anni dal sisma, quelle stesse montagne continuano a scandire le giornate di chi ha scelto di restare, diventando testimonianza viva di resilienza, determinazione e appartenenza.