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Il trekking è molto più di una semplice camminata: è un modo di vivere la natura, seguendo il proprio ritmo, lasciandosi guidare dal percorso. Capire cosa significa davvero e in cosa si differenzia da attività simili ti aiuta a scegliere l’esperienza più adatta e a goderti ogni passo lungo il sentiero.
La parola deriva dal verbo inglese to trek, che significa “intraprendere un lungo viaggio a piedi”. Oggi il termine indica un’escursione su sentieri, in montagna o in ambienti naturali, che richiede un impegno fisico maggiore rispetto a una semplice passeggiata.
Chi pratica trekking sceglie il proprio itinerario, prepara lo zaino e parte con l’attrezzatura giusta. È un modo di vivere la natura che richiede attenzione e consapevolezza, ma che sa restituire esperienze autentiche e gratificanti.Ci sono alcuni elementi che accomunano ogni vero trekking:• Un itinerario definito, pianificato prima della partenza;• Un dislivello significativo, che richiede impegno e preparazione fisica;• Ambienti naturali come sentieri, rocce, prati e boschi;• Una durata variabile, da poche ore a più giorni;• Un equipaggiamento adeguato: calzature tecniche, zaino, strati termici, acqua e viveri.
Questi termini vengono spesso usati come sinonimi, ma in realtà descrivono esperienze diverse.La camminata è l’attività più semplice: si può praticare ovunque, senza attrezzatura specifica, come parte del benessere quotidiano.L’escursionismo (in inglese hiking), invece, si svolge su sentieri segnalati, in collina o in montagna, e generalmente dura una sola giornata.Il trekking richiede un livello di preparazione superiore rispetto a una semplice escursione in giornata. Necessita una maggiore autonomia, un'attenta pianificazione e si svolge generalmente in ambienti più impegnativi, spesso lungo itinerari che prevedono diversi giorni di cammino.La differenza principale tra hiking e trekking riguarda quindi la durata. L’hiking è un’escursione giornaliera che si conclude nello stesso giorno, mentre il trekking è un viaggio a piedi che si sviluppa nell’arco di più giorni, con pernottamenti in rifugi, bivacchi o tende.Ogni trekking include tratti escursionistici, ma non tutte le escursioni possono essere considerate trekking.
Trekking e trail running condividono gli stessi sentieri, ma li interpretano in modo diverso. Nel trekking il piacere sta nel camminare con il proprio ritmo, osservare il paesaggio e vivere la natura senza fretta, anche per più giorni consecutivi. Il trail running, invece, trasforma il sentiero in un percorso da correre: è un'attività dinamica, che privilegia leggerezza, velocità e allenamenti più brevi ma intensi. Le principali differenze riguardano quindi:• Il Ritmo: cammino regolare nel trekking, corsa nel trail running.• La Durata: da alcune ore a più giorni per il trekking, sessioni generalmente più brevi e intense per il trail running.• L' Equipaggiamento: Il trekking richiede uno zaino capiente e un abbigliamento tecnico adatto ad affrontare le diverse fasi del percorso e gli eventuali cambiamenti delle condizioni meteo. Nel trail running, invece, prevalgono leggerezza e minimalismo: si porta con sé solo lo stretto necessario.• Calzature: scarponi o scarpe da trekking robuste e stabili, spesso con maggiore sostegno della caviglia, contro scarpe da trail running leggere e flessibili.• Approccio: il trekking privilegia il viaggio, la scoperta e il contatto con l'ambiente; il trail running punta maggiormente sulla prestazione, sull'allenamento e sulla dinamicità del movimento.Trekking e trail running non sono discipline rivali, ma complementari. Molti appassionati praticano entrambe, scegliendo l'una o l'altra in base alla stagione, alla propria preparazione fisica e al tipo di esperienza che desiderano vivere.
Ogni trekking ha caratteristiche diverse. A cambiare sono la durata, il dislivello, il tipo di terreno e l'ambiente attraversato. In base a questi elementi, si distinguono diverse tipologie di trekking, ognuna con specifiche esigenze e un diverso livello di preparazione. Le più comuni sono:
• Trekking in giornata (hiking): un'escursione che inizia e si conclude nell'arco della stessa giornata, senza pernottamenti. È il modo più semplice per avvicinarsi al trekking e acquisire esperienza sul campo. Per partire bastano: uno zaino da 10–20 litri, un paio di scarpe da trekking, acqua, qualche snack e uno strato tecnico aggiuntivo da utilizzare in caso di necessità.• Trekking di più giorni: si sviluppa su più giornate consecutive, con pernottamenti in rifugi, bivacchi o tende. Richiede una pianificazione accurata e uno zaino da 40 - 60 litri. • Trekking ad alta quota: si svolge generalmente sopra i 2.500–3.000 metri, dove l’aria si fa più rarefatta e il meteo può cambiare rapidamente. Richiede acclimatamento, esperienza e attrezzatura specifica come microramponi, bastoncini e strati termici. Un esempio classico• Trekking urbano: si sviluppa in città e centri storici lungo percorsi tematici, culturali, artistici o gastronomici. Non richiede attrezzatura tecnica, ma conserva lo stesso spirito: scoprire i luoghi con un ritmo più lento e attento.
Quale trekking fa per te?
La scelta del percorso giusto dipende da tre fattori: la tua preparazione fisica, il tempo che hai a disposizione (qualche ora, una giornata o più giorni?) e la tua esperienza in montagna (inteso come capacità di orientarti, leggere il meteo o il terreno).Il consiglio è semplice: inizia con escursioni giornaliere su sentieri ben segnalati, acquisisci esperienza passo dopo passo e affronta percorsi più impegnativi solo quando ti senti davvero pronto.Per valutare la difficoltà di un itinerario può essere utile fare riferimento alla classificazione dei percorsi del CAI (Club Alpino Italiano):
• T (Turistico): percorsi facili, adatti a tutti;• E (Escursionistico): sentieri ben segnalati con difficoltà moderata;• EE (Escursionisti Esperti): itinerari più impegnativi, su terreno ripido, esposto o poco agevole;• EEA (Escursionisti Esperti con Attrezzatura): vie ferrate e percorsi attrezzati che richiedono equipaggiamento specifico.Partire da itinerari classificati T o E è il modo migliore per costruire esperienza e sicurezza, prima di avvicinarsi a percorsi più tecnici e impegnativi.
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Per i trekking in alta quota in Italia, il periodo ideale va generalmente da giugno a settembre. In questi mesi i sentieri sono normalmente liberi dalla neve e le condizioni sono più favorevoli per affrontare percorsi in ambiente alpino.Nelle aree collinari e di media montagna, invece, è possibile praticare trekking durante tutto l'anno, a patto di verificare sempre le previsioni meteo e le condizioni del percorso prima di partire.
Sì, sui sentieri più semplici e ben segnalati si può fare trekking da soli, purché si adottino le giuste precauzioni: informa sempre qualcuno del tuo itinerario, controlla le previsioni meteo e porta con te tutto l'essenziale per affrontare la giornata in sicurezza.Per percorsi più impegnativi o in alta quota, invece, è consigliabile partire in compagnia o affidarsi a una guida, così da gestire eventuali imprevisti con maggiore tranquillità e sicurezza.
In media, durante una giornata di trekking si percorrono tra i 10 e i 20 chilometri, con un dislivello positivo compreso comunemente tra i 500 e i 1.500 metri. Più che la distanza in sé, però, sono il ritmo e il tipo di percorso a fare la differenza!
Per un'escursione semplice in giornata è sufficiente una buona forma fisica di base. Per affrontare trekking di più giorni o percorsi in alta quota, invece, è consigliabile una preparazione più specifica, fatta di camminate regolari, preferibilmente con lo zaino, e attività aerobiche che aiutino a migliorare resistenza e capacità di recupero.
Il trekking si svolge generalmente su sentieri e terreni non tecnici, senza la necessità di utilizzare corde o imbragature, fatta eccezione per alcuni itinerari più impegnativi riservati a escursionisti esperti. L'alpinismo, invece, prevede la progressione su roccia, ghiaccio o terreni misti e richiede attrezzatura specifica, oltre a competenze tecniche e conoscenze approfondite della sicurezza in ambiente montano.
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